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Amatriciana e "blanquette à l'ancienne", mussaka e pesto, la sola paella nelle sue tante versioni e i vari cuscùs, i mille modi italici -e le innumerevoli interpretazioni lusitane- di 'pensare' il baccalà... Se non è corretto sotto il profilo gastronomico parlare di cucina 'valligiana', come sarebbe allora possibile identificare la cucina 'mediterranea'? Mossi dal fastidio per quest'ultima omologazione verbale -che riesce solo a confondere nella espressione "dieta mediterranea" la pluralità di gusti, costumi, riti gastronomici dei popoli del Mediterraneo-, abbiamo cercato di verificare la presenza di un denominatore comune nelle attitudini cibiche di questi popoli. E siamo giunti non solo a escludere tale presenza, ma pure a concludere che esiste invece la dieta meridionale (anzi, ITALO-MERIDIONALE)- la quale per diversi aspetti può funzionare da modello salutistico esemplare. |
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Antonio Vacca La dieta meridionale Movimento Italia Meridionale |
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